Benedetto Buono

Intervista a Benedetto Buono


#GALATEOLINKEDIN INCONTRA BENEDETTO BUONO

EMBA / Head of Transformation Office / Networking enthusiast

Vogliamo rendere LinkedIn uno spazio di lavoro più efficace e, al tempo stesso, capace di coltivare un mondo digitale migliore.

La nostra visione è condivisa da alcuni professionisti che hanno scelto di dare un loro contributo attraverso una serie di interviste realizzate dalla redazione di Galateo LinkedIn.

Oggi è la volta di Benedetto Buono.


1. Cominciamo dai massimi sistemi: qual è la vera disruption che i social network hanno introdotto nelle dinamiche di networking e nel modo di fare business?

La disruption portata dai social network nel fare business e, più in generale nelle dinamiche relazionali, consiste nel fatto che oggi non si hanno più scuse per non fare qualcosa, per non intercettare qualcuno. Immediatezza e raggiungibilità: chiunque, anche con una separazione di terzo grado, può provare a entrare in contatto, velocemente come non mai, con professionisti localizzati ovunque. In sostanza, non esistono più barriere nello stringere e coltivare rapporti umani e professionali.

2. Restringendo il campo, e a proposito del tuo lavoro: LinkedIn ti ha aperto qualche tipo di opportunità? Se sì, quale e come ci sei riuscito?

Più che di specifiche opportunità – e ce ne sono state diverse negli anni – parlerei soprattutto di soluzioni fornite da LinkedIn: innumerevoli volte la piattaforma si è rivelata essenziale, ad esempio, per conoscere in anticipo chi avrei avuto di fronte in un meeting imminente.

In particolare, quando lavoravo nelle Investor Relations, poter conoscere il profilo ed il percorso di investitori provenienti anche dall’altra parte del Mondo, mi dava poi maggiore sicurezza nell’approccio diretto, fornendo preziose “ancore” informative da utilizzare, semmai, come ice-breaker.

Questo approccio è poi diventato un mio modus operandi ricorrente e ancora oggi lo utilizzo per questo e per mille altri, utilissimi, motivi.

3. “LinkedIn non è Facebook” è tra i contributi più ricorrenti a #GalateoLinkedIn. Al di là della tautologia utilizzata per semplificare, cosa ci vedi dietro questa affermazione?

LinkedIn serve a connettere persone per motivi di business, o almeno cosi dovrebbe essere, mentre Facebook e tanti altri social, servono ugualmente a connettere persone ma per motivi diversi dal business.

Non credo ci siano valide ragioni per utilizzare indifferentemente i vari social.

Abbiamo strumenti diversi per scopi diversi, basta esserne consapevoli e usare correttamente il social network di turno. Iniziative come #GalateoLinkedIn possono effettivamente diffondere quell’education necessaria ad un uso consapevole e corretto di LinkedIn.

4. Ora ti mettiamo alla prova: descrivi LinkedIn con un’immagine.

LinkedIn è come uno di quei giochi enigmistici in cui devi connettere tutti i puntini per far emergere una figura o un disegno: vedo i singoli professionisti come i vari puntini e LinkedIn come la matita in grado di connetterci e far emergere qualcosa che, altrimenti, non verrebbe mai a galla.

5. Per concludere, ti chiediamo un suggerimento da condividere con il popolo di LinkedIn. Quale regola inseriresti in #GalateoLinkedIn?

Ringraziare sempre: è una regola fondamentale nella vita quotidiana così come nel social network professionale per eccellenza, LinkedIn.

 


Benedetto Buono si racconta

BENEDETTO BUONO, lavora attualmente nella struttura di Business Innovation di SACE SpA, in qualità di Head of Transformation Office, dopo diversi anni trascorsi nello Strategy & Planning della stessa società.

Prima di entrare in SACE, ha lavorato nelle Investor Relations della blue chip Finmeccanica. In precedenza, e sempre per il colosso dell’Aerospazio e Difesa, ha trascorso diversi anni all’interno di Finmeccanica Consulting, la boutique di consulenza strategica del Gruppo.

Ha iniziato la sua carriera nel Management Consulting di Accenture, in qualità di Analyst per team coinvolti prevalentemente in progetti Media & High Technology.

Ha conseguito un EMBA presso il MIP School of Management del Politecnico di Milano e, con lode, la laurea magistrale in Economia presso l’Università Luiss Guido Carli, specializzandosi in International Management. Nella stessa Università si è laureato alla triennale in Economia e Management.

E’ uno dei co-fondatori di Eggup, una startup tecnologica innovativa che, attraverso un algoritmo proprietario, analizza le personalità e consente di creare team di lavoro ad alto potenziale.

Tra i suoi interessi ci sono l’innovazione, la tecnologia e la finanza.

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